Islanda in Bici fra vento, pioggia, sole, geyser, cascate e scenari mozzafiato. La mitica F35

4 Agosto 2016, ore 3.30am. L’aereo, proveniente da Milano Malpensa, atterra presso il Keflavik International Airport situato a circa 40km da Reykjavík, la capitale di una terra che da sempre affascina avventurieri di tutto il mondo, la terra dei ghiacci, l’Islanda.

Stanchi ed assonnati io e Alessandra non possiamo fermarci a risposare, ma bensì, dobbiamo fare in fretta a ritirare le nostre due mountain bike imballate, in qualche modo, a Malpensa.

‘Saranno ancora intere?’ questa è la domanda principale che ci tiene in ansia fino a quando il nastro trasportatore dei bagagli speciali non ci riconsegna quell’ammasso di cartone e nastro adesivo che nulla sembra a che vedere con le nostre mountain bike.

In qualche modo trasciniamo noi stessi e i cartoni con le bici fuori dall’area arrivi e ci prepariamo per il montaggio dei nostri preziosi mezzi di trasporto.

Mentre rimontiamo, non senza qualche difficoltà, le nostre mountain bike , notiamo, guardando fuori dalle porte scorrevoli dell’aeroporto che, pur essendo le 4 del mattino, qui non è buio pesto anzi, il sole in lontananza non sembra avere nessuna intenzione di andare a dormire o riposare almeno per qualche ora.

Verso le 4.30am ecco che si concretizza il primo miracolo, le bici sono montate e sembra che non abbiano problemi! Molto bene!

Montiamo le sacche sul porta pacchi posteriore e, dopo una breve colazione, siamo in sella pronti a pedalare senza sosta per giorni.

E’ la prima volta che io e Alessandra affrontiamo un viaggio in bici e in più in una terra così particolare. Assieme, l’anno passato, avevamo attraversato a piedi la Corsica ( La Corsica a piedi… Diario di viaggio ) e lei qualche anno prima aveva terminato, in bici, l’intero perimetro della  celebre isola francese, ma qui è diverso, qui siamo in una terra dove il sole non tramonta quasi mai, qui siamo in una terra dominata dagli elementi della natura che per quanto possano essere spettacolari e sorprendenti possono essere anche crudeli e spietati.

Siamo attrezzati abbastanza bene, ottime bici Decathlon, ottime borse da bici Ortileb, materiale tecnico da alta montagna, liofilizzati esselunga, fornelletto, kit per riparazione bici e camere d’aria di riserva.

Sembra non mancarci quasi nulla e infatti il peso delle nostre borse si fa sentire.

Il nostro obietti è quello di giungere a Blönduós percorrendo la celebre F35!

Immagine tot
Idea di Viaggio

La Kjalvegur (F35) è una strada islandese che attraversa l’altopiano di Kjölur, indicata anche come F35.

Kjalvegur.PNG
F35

La bellezza di questa strada è che, oltre ad essere sterrata, passa proprio in mezzo a due ghiacciai Islandesi, il Langjökull e il Hofsjökull.

Ma torniamo a noi. Per le ore 5:15 siamo in sella diretti verso Reykjavik su uno stradone ampio e trafficato con uno spazio laterale perfetto per le bici. Temperatura fresca e solo qualche nuvoletta a farci compagnia. Dopo circa 3h raggiungiamo la celebre capitale Islandese, Reykjavik! L’ingresso in città è caotico e super trafficato, anche a causa dell’orario d’ingresso coincidente con l’orario nel quale gli Islandesi si recano al lavoro.

Abbiamo fame! Ci dirigiamo verso il centro della capitale in cerca di qualche bar aperto. Discreta colazione a base di Banana, Brioches e succo d’ananas davanti al monumento della città.

Prima di abbandonare la civiltà per immergerci nella natura selvaggia ed incontaminata della terra dei ghiacci sosta obbligatoria per acquistare le bombole di gas e fare una piccola ”cambusa”.

Nuovamente in sella ripartiamo alla volta di Mosfellsbær, ma uscire dalla caotica Rekjavik non è cosa banale, infatti ci ritroviamo a lato di stradoni molto trafficati, ben lontani dalla nostra idea di viaggio. Dopo esserci persi nei pressi di un campo da golf riusciamo ad immetterci sulla F36, in direzione Pingviller (patrimonio mondiale dell’umanità). Dopo alcune ore di pedalata ecco il primo disguido tecnico del viaggio, infatti su una carreggiata poco trafficata e ben asfaltata la ruota anteriore dell’Alessandra si buca senza motivo apparente lasciandoci fermi a bordo strada. Il paesaggio inizia ad assomigliare maggiormente a quello presente nei nostri ideali pre-partenza, davanti a noi colline verdeggianti e qualche pecorella. Cambiata in fretta la camera d’aria, siamo pronti a ripartire sotto ad un cielo sempre più minaccioso. Da li a poco inizia a piovere! Per fortuna alle ore 17:00 raggiungiamo il sito UNESCO Pingviller dove si trova anche un accogliente bar/punto informazione che ci fornisce riparo dalla fredda pioggia Islandese.

giorno-1-15

Per fortuna il tempo in Islanda è estremamente mutevole e dopo poco torna il sole a regalarci una fantastica visione del celebre sito Unesco.

Il parco nazionale Pingviller è uno spettacolo a cielo aperto, di seguito trovate alcune foto!

DCIM101GOPRO
Pingviller
DCIM101GOPRO
Cascata di Pingviller

Dopo una bella visita al Patrimonio Mondiale dell’Umanità, ci mettiamo in cerca del campeggio poco distante.

Il campeggio si trova sul lago Pingvallavant, montata la tenda ci godiamo il nostro squisito liofilizzato Esselunga a base di Penna ai funghi e un ottimo panino con tonno!

Poco prima di addormentarci arrivano i Rangers del parco che in maniera poco educata ci chiedono i 2700 isk (circa 23€) per la notte.

giorno-1-25
Campeggio sul lago Pingvallavant

La giornata si chiude con 93km di pedalata ed un inizio di dolore al sedere che ci accompagnerà per tutto il viaggio.

Il secondo giorno si apre con una sveglia alle ore 7:30, ottima colazione a base di biscotti e succo d’ananas, per le 9:00 siamo in sella con la biancheria lavata e bagnata appesa allo zaino come i più impavidi avventurieri!

La pedalata è resa quasi impossibile da un IMPRESSIONANTE DOLORE AL SEDERE che ci obbliga a pedalare fuori sella!!!

Dopo 2h e 30′ arriviamo a Laugarvatn, breve sosta per una rigenerante colazione e poi via, come il vento verso Great Geysir!

Great Geysir è a dir poco spettacolare!!!

Ovviamente, come spesso capita nei luoghi più affascinanti, è anche affollato da innumerevoli turisti giunti con automobili e autobus!

Ci godiamo una buona merenda al bar limitrofo prima di dedicarci alla visita della terra dei Geysir!

Attorno a noi acqua bollente che borbotta e che emana un importante odoro di zolfo.

Proprio mentre camminiamo tranquilli fra rigagnoli di acqua solfurea, BOOOOOM!! Siamo sorpresi da una spaventosa esplosione d’acqua che, oltre ad infradiciarci completamente, ci fa perdere l’equilibrio e finire con i piedi all’aria! Siamo a lato del GREAT GEYSIR!!!

Uno spettacolo impressionante della natura!

Sotto trovate il video!

Soddisfatti della nostra visita, ripartiamo alla volta di Gullfoss, una delle più belle cascate di tutta l’Islanda!

I ghiacciai che si iniziano ad intravedere ci vanno venire voglia di raggiungere l’F35 il prima possibile, tuttavia, una sosta alla maestosa cascata di Gullfoss è obbligatoria!

giorno-2-33
Cascate di Gullfoss
DCIM101GOPRO
Cascate di Gullfoss
DCIM101GOPRO
Cascate di Gullfoss

Terminata la visita a quell’impressionante e spietata mole di acqua, ci dirigiamo verso l’inizio della celebre F35.

La strada è finalmente deserta, davanti a noi immensi ghiacciai e un sole che tarda a tramontare, siamo i soli padroni dell’ultimo tratto di asfalto prima del crudele sterrato.

Per le ore 20:00 arriviamo al fiume Sandà, situato all’ingresso della F35.

Troviamo un posticino accogliente a lato del fiume dove posizionare la tenda, lavarci e rifocillarci prima di coricarci.

giorno-2-15
2° notte a lato del fiume Sandà all’ingresso della F35

La giornata si chiude con 77km che ci hanno regalato grandi emozioni.

Il terzo giorno inizia alle ore 7:30! Per le ore 9:00 siamo già in sella alle nostre mountain bike. Lo scenario cambia completamente, siamo entrati nella Mitica F35. Il regolare asfalto lascia posto ad uno sterrato impegnativo e davanti a noi si susseguono brevi ma impegnative salite che ci impegnano in maniera importante!

Giorno 3 (2)
Inizio dell’F35

Pedaliamo senza sosta anche se l’avanzamento è reso estremamente lento dal peso delle nostre bici che sembra non andare d’accordo con l’irregolare sterrato della F35.

Dopo circa 4 ore di pedalata costante decidiamo di fermarci per un pranzo a base di liofilizzati. Troviamo un poso carino vicino ad un fiume, ma dopo qualche minuto ci accorgiamo di essere invasi da migliaia di fastidiosissimi moscerini che non ci lasciano tregua. Sconsolati e affamati torniamo in sella e scappiamo da quel posto dominato dagli insetti.

La fame è tanta ma attorno a noi il NULLA più totale tranne qualche insetto che continua fastidiosamente a seguirci.

Poi la svolta…davanti a noi in lontananza un miraggio…vediamo una piccola ma graziosa casettina bianca. La voglia di raggiungere quella piccola oasi ci fa aumentare il ritmo della pedalata. Poco dopo raggiungiamo il rifugio, non certi, ma speranzosi, di trovare accoglienza e cibo. Lasciamo le bici ed entriamo.

Giorno 3 (12)
Rifugio Hrefnubùd

Ad accoglierci un soave profumo di zuppa agli asparagi, e una gentile signora ci mostra le pietanza da lai cucinate! Nulla di più dolce…

tratto 2

Siamo giunti al rifugio Hrefnubùd (caffetteria e ostello).

Ci rifocilliamo con un ottimo Toast, una delicatissima e calda Zuppa agli Asparagi e concludiamo con caffè accompagnato da una clamorosa torta al cioccolato (simile, ma non uguale, a quella di Mamma Anna). (spesa totale 6400isk circa 54€)

Vorremo rimanere ancora tanto in quel rifugio, ma dobbiamo andare, dobbiamo avanzare.

Ripartiamo più carichi che mai verso il campeggio Hveravellir.

Immagine2122
Tragitto dal Rifugio Hrefnubùd al Campeggio Hveravellir

Abbiamo da percorrere 47,5 km! Inizia quasi subito a piovere! lo sterrato si fa più crudo e le salite iniziano a gravare sulle nostre ginocchia! La difficoltà del percorso è resa più dolce da uno scenario mozzafiato. Il cielo ci mostra tutte le sue sfumature dal grigio tempesta all’azzurro scintillante il tutto esaltato dalla vista di due straordinarie masse di ghiaccio che ci accompagnano per questo memorabile tratto di F35.

Giorno 3 (27)

Giorno 3 (22)

Pedaliamo per ore nella speranza di giungere quanto prima al campeggio di Hveravellir. Verso le 20:30 vediamo in lontananza qualcosa simile ad un campeggio e in effetti alle ore 21:00, sfiniti, raggiungiamo Hveravellir.

Giorno 3 (31)
Quasi giunti al Campeggio Hveraviller

Campeggio accogliente e dotato di tutti i servizi.

Cena, doccia calda (la prima da 3 giorni) e buona notte! (km totali giorno 3 – circa 80km)

La mattina del quarto giorno inizia con una supercolazione a base di toast, uova, latte caffè, cereali, cioccolata e pane-burro-marmellata!! Un sogno!!

Decidiamo di concederci una mattinata di riposo soprattutto alla luce del fatto che il ginocchio destro dell’Alessandra risulta estremamente infiammato. Iniziamo ad esplorare il sito Geotermale di Hveraviller! Luogo magico e di rara bellezza! Davanti a noi Gayser, pozze di acqua bollente e vulcani in miniatura! Veramente sensazionale!!!

Giorno 4 (15)
Mini Vulcano naturale situato nel sito Geotermale di Hveraviller con alle spalle l’immenso ghiacciaio

Dopo un rigenerante bagno in una pozza naturale di acqua calda e un rapido pranzo, torniamo in sella!

Giorno 4 (29)
Pozza d’acqua termale naturale nel sito Geotermale di Hveraviller

Fa caldo e c’è un bel sole, vento quasi assente! Il manto stradale migliora notevolmente e dopo qualche km anche lo scenario attorno a  noi cambia totalmente!

Giorno 4 (35)
Si torna in sella
Giorno 4 (39)
Dettaglio di cartelli stradali con alle spalle il ghiacciaio

L’arido e roccioso paesaggio iniziale sembra addolcirsi lasciando spazio a zone più verdi e grossi laghi! I ghiacciai che ci hanno accompagnato nel primo tratto di strada iniziano a scomparire alle nostre spalle mentre a farci compagnia troviamo numerosi gruppi di pecorelle!!

Giorno 4 (42)
Il paesaggio cambia diventando più verde e meno arido

Piano piano il buon Eolo inizia nuovamente a svegliarsi rendendo più difficoltosa la nostra avanzata!

Giorno 4 (48)
Tipico gruppo di tre pecorelle Islandesi
Giorno 4 (51)
Piccolo bivacco lungo il percorso
Giorno 4 (53)
Punto panoramico con vista lago

Dopo circa 60km decidiamo di fermarci per la notte sulla riva di un bellissimo lago!

Giorno 4 (65)
Campeggio libero al lato di un grazioso lago

Ceniamo con un ottimo liofilizzato Esselunga a base di riso ai funghi porcini! Buona notte!

Immagine2233

Il quinto giorno inizia alle ore 7:00 con un ottimo thè caldo (termos riempito a Hveravellir) e biscotti! Per le 8:00 siamo in sella, vento, vento, vento, vento e ancora vento purtroppo contrario!!!!!!!

Giorno 5 (9)

Facciamo fatica ad avanzare ma non molliamo perchè sappiamo che la fine dell’F35 è ormai prossima!

In un paio d’ore salutiamo la F35, per immergerci in un nuovo paesaggio che tanto sembra richiamare le nostre Alpi trentine!

Giorno 5 (12)
Terminata la F35

Al nostro lato fattorie, mucche e cavalli ci indirizzano verso la fine del nostro viaggio, Blonduòs!!!

Giorno 5 (15)

Giorno 5 (23)Giorno 5 (18)

Giungere a Blonduòs non è poi cosa semplice a causa di un vento violento ed incessante. Il vento contrario è talmente forte che a fatica superiamo gli 8km/h di velocità. Sembra quasi d’essere immersi nel celebre poema Omerico nel momento in cui i compagni di viaggio di Odisseo decidono di aprire l’otre dei venti regalata dal Dio Eolo.

Immagine5565

Finalmente raggiungiamo Blonduòs!!!

Giorno 5 (25)

Qui si conclude il nostro viaggio in bici attraverso la Mitica F35!

Foto Finale

Alcuni consigli pratici:

  1. Cercare di avere le bici meno cariche possibili.
  2. Non avere un pesante zaino sulle spalle mentre si pedala.
  3. Portare solo lo stretto necessario.
  4. Le temperature variano dai 15 ai 5 gradi (dal 4 al 15 Agosto) – solitamente intorno ai 12/13 gradi.
  5. Il clima può essere mite ma anche estremamente severo con forti tempeste di vento e pioggia.
  6. L’Islanda è un paese molto caro, tutto costa circa 3 volte in più rispetto all’Italia
  7. Le strade interne sono molto meno trafficate rispetto all’anello principale che percorre quasi il perimetro dell’Isola. L’anello principale è estremamente trafficato e  sconsiglio di percorrerlo in bici.
  8. Acqua potabile la trovate ovunque.
  9. Per trasportare le bici in aereo non usate scatoloni ma vi basta avvolgerle in un importante strato di pellicola trasparente.
  10. All’aeroporto di Keflavik potete trovare bombole del gas lasciate da altri viaggiatori e c’è un punto specifico con alcuni attrezzi utili per montare e smontare le bici
Si ringraziano le seguenti persone:
  • Walter e Anna – Supporto logistico Malpensa
  • Stefano – Per averci prestato la Go-Pro
  • Ilaria – Deposito Bici a Milano

Giorgio & Alessandra

TriTrailTraining  cropped-tritrailtrainingligillibus-copia.png

Sito web: www.tritrailtraining.com
Pagina Facebook
e-mail: tritrailtraining@gmail.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...